Un passato da scoprire

Umberto Mazzoleni

 
Poesia
 
Getto il fardello
 
 
Vieni contro il mio petto strumento fragoroso dammi un bacio di fuoco,
mi spegnerò convulsamente mi adagerò per il viaggio più lungo.
Domani ignorerò l’orrore che suscita il mio gesto di feroce pietà.
Domani sarò terra preserverò la mia sofferta gioventù.
Domani sarà il mio riscatto sarò uguale agli altri nell’abbraccio della terra.
Non temerò più nessuno, via da me sgomento, paura, scherno,
sarò ignaro della beffa.
Esecrato ma privilegiato, vi porgo un banale addio,
addio vita sciupata, addio affanni.
Getto il fardello.
Mostrerò l’ultimo ed unico coraggio.
Cessata questa pavida vita da bambino
offro questo sacrificio per essere grande.
La porta che mi si apre è il più grande mistero della vita, vado a svelarlo!
Dormirò pigramente senza rimproveri
e profondamente senza bisogno della chimica.
Godrò la clemenza della non vita.
Dimenticherò questa vita che rifiuta chi è diverso, chi è strano, chi è malato.
Lasciatemi dormire in pace.
E la sorte che mi vuole.
Le disavventure della vita mi hanno spremuta tutta la gioia.
Fuggivo gli avversari ed ora eccomi a sfidare l’oscurità, l’infinito.
Spendo così l’unica vita.
Se vedrò il VECCHIO gli dirò:
Si i clemente verso chi ha giocato male le proprie carte
contro chi si è accanito la sorte e la paura ad affrontare l’avvenire.
Dammi la mia razione di pace.
Voglio un angolo nascosto per essere dimenticato,
ancora so o ma senza più penare.
 
Devastato  spettacolo sopra terra
senza cerimonie né commemorazioni di bronzi
chiudetemi fra quattro assi che sanno di resina.
Copritemi con la terra di bosco che ho amato
rivivrò colla prima erba della primavera.
 
 
Umberto Mazzoleni è citato in:
Erba d’Imagna – Alberto Cima – https://www.youtube.com/watch?v=rqGBwYGcfCI
 
 
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

1 Comment

  1. Marco

    Commovente. Poesia che sin dal titolo testimonia la sconfitta di un uomo nei confronti della sua vita. Fu trovata nella tasca di Umberto Mazzoleni il giorno del suo suicidio, nell’ormai lontanissimo 1975. Un fattaccio di cui ne parla la madre – con grande dignità e forza d’animo – nel film “Erba d’Imagna” (1980). Una rara testimonianza di una triste cronaca locale altrimenti dimenticata, come la vita del timido poeta trentenne suicida (evidentemente afflitto da una grave forma di depressione). Umberto era figlio di Battista Mazzoleni (1894/1984), un fotografo che aveva uno studio fotografico a Sant’Omobono Imagna, in via Torre.

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